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Come creare copiloti custom in Copilot Studio: topic e flussi

13 maggio 20267 min di letturaValerio Barbagallo

Quando un copilota generico non basta

Un copilota preconfigurato risponde a domande generiche, ma non conosce il tuo processo di rimborso, non sa dove cercare un ordine nel tuo gestionale, non può prenotare una sala riunioni nel tuo calendario aziendale. Per automatizzare conversazioni specifiche serve un copilota custom, costruito su misura per il tuo contesto.

Copilot Studio permette di progettare agenti conversazionali personalizzati definendo topic, trigger e flussi di dialogo. Questo articolo spiega come strutturare un copilota custom partendo dall'architettura a topic, passando per il riconoscimento dell'intento dell'utente, fino alla costruzione del flusso logico con nodi concatenati. Esempi concreti da scenari aziendali reali: call center, HR, assistenza clienti.

Architettura a topic: isolare le responsabilità

Un topic è un'area tematica autonoma all'interno del copilota. Ogni topic gestisce una conversazione specifica: verifica ordine, richiesta rimborso, prenotazione sala, FAQ su policy aziendali. L'architettura del copilota si costruisce aggregando topic correlati, ciascuno con propri trigger e flussi.

Il vantaggio dell'isolamento: un topic non interferisce con l'altro. Se l'utente chiede un rimborso, il copilota attiva il topic "Rimborso" senza confonderlo con "Verifica ordine". Se il flusso del rimborso richiede modifiche, lavori su quel topic senza toccare gli altri.

Esempio concreto: un copilota per call center e-commerce può avere questi topic:

  • Verifica ordine: l'utente fornisce numero ordine, il copilota interroga il database e restituisce stato spedizione.
  • Rimborso: l'utente spiega il problema, il copilota raccoglie dati (numero ordine, motivazione), crea un ticket nel CRM.
  • Contatti assistenza: l'utente chiede di parlare con un operatore, il copilota passa la conversazione a un umano (escalation).

Ogni topic ha un perimetro chiaro. L'utente entra nel topic giusto grazie al trigger.

Trigger: come il copilota capisce l'intento

Un trigger è la condizione linguistica che attiva un topic. Quando l'utente scrive il primo messaggio, Copilot Studio analizza il testo, lo confronta con i trigger disponibili e indirizza la conversazione al topic corrispondente.

I trigger possono essere:

  • Frasi chiave: parole o espressioni specifiche ("rimborso", "soldi indietro", "restituire").
  • Espressioni regolari: pattern più complessi per catturare varianti linguistiche.
  • Priorità: se due topic hanno trigger simili, puoi definire quale ha precedenza in caso di ambiguità.

Esempio pratico: il topic "Rimborso" ha questi trigger:

  • "voglio un rimborso"
  • "come faccio a restituire"
  • "soldi indietro"
  • "prodotto difettoso"

Se l'utente scrive "Il prodotto è difettoso, voglio i soldi indietro", Copilot Studio riconosce "difettoso" e "soldi indietro", attiva il topic "Rimborso" e avvia il flusso conversazionale.

Se l'utente scrive qualcosa di ambiguo ("Ho un problema con l'ordine"), il copilota può chiedere chiarimenti o attivare il topic con priorità più alta. La progettazione dei trigger richiede test iterativi: osservi come gli utenti reali formulano le richieste, aggiungi varianti ai trigger, raffini il riconoscimento.

Nodi e flusso conversazionale: la logica del dialogo

Una volta attivato il topic, il copilota esegue una sequenza di nodi collegati. Ogni nodo rappresenta un'azione specifica:

  • Nodo domanda: pone una richiesta all'utente ("Inserisci il numero ordine", "Qual è la motivazione del rimborso?").
  • Nodo azione: esegue un'operazione tecnica (chiama un'API, interroga un database, richiama un connettore Power Automate).
  • Nodo condizionale: si dirama in base a una verifica logica (se l'email esiste nel database → procedi, altrimenti → messaggio di errore).

La sequenza dei nodi definisce il flusso logico del dialogo. Un flusso ben costruito guida l'utente verso la risoluzione senza vicoli ciechi.

Esempio concreto: topic "Cambio password" per un portale aziendale.

  1. Nodo domanda: "Inserisci la tua email aziendale."
  2. Nodo azione: verifica email nel database Active Directory (connettore Azure AD).
  3. Nodo condizionale: email trovata?
    • : nodo azione → invia link di reset via email → nodo messaggio "Ti abbiamo inviato il link per reimpostare la password."
    • No: nodo messaggio "Email non trovata. Contatta l'IT per assistenza."

Ogni nodo ha uno scopo preciso. Il copilota non improvvisa: segue il percorso definito. Se l'utente fornisce un input inaspettato (es. inserisce un numero invece di un'email), il nodo domanda può ripetere la richiesta o attivare un flusso di gestione errore.

Integrazioni e azioni: collegare il copilota ai sistemi aziendali

Un copilota custom diventa potente quando si collega ai sistemi esistenti. Copilot Studio supporta connettori verso centinaia di servizi: Dynamics 365, SharePoint, SQL Server, API REST custom, Power Automate.

Caso d'uso HR: topic "Richiesta ferie".

  1. Nodo domanda: "Quanti giorni di ferie vuoi richiedere?"
  2. Nodo domanda: "Dal quale al quale giorno?" (il copilota può usare un controllo calendario).
  3. Nodo azione: chiama un flusso Power Automate che crea una richiesta in SharePoint (lista "Ferie") e notifica il manager via Teams.
  4. Nodo messaggio: "Richiesta inviata. Riceverai risposta entro 48 ore."

L'utente completa l'operazione in chat, senza aprire SharePoint, senza compilare moduli manuali. Il copilota orchestra i sistemi dietro le quinte.

Test iterativi e miglioramento continuo

Un copilota custom non nasce perfetto. Dopo il rilascio iniziale, osservi come gli utenti interagiscono:

  • Quali trigger non vengono riconosciuti? Aggiungi varianti linguistiche.
  • Quali domande generano confusione? Riformula il testo del nodo.
  • Quali flussi si interrompono? Aggiungi gestione errori o condizionali mancanti.

Copilot Studio offre analytics: puoi vedere quali topic vengono attivati più spesso, dove gli utenti abbandonano la conversazione, quali messaggi generano escalation a umani. Usi questi dati per raffinare trigger, semplificare flussi, migliorare risposte.

Quando conviene un copilota custom

Non tutti i processi richiedono un copilota personalizzato. Conviene costruirne uno quando:

  • Il processo è ripetitivo e strutturato (verifica ordini, prenotazioni, FAQ aziendali).
  • Il volume di richieste giustifica l'automazione (decine o centinaia di conversazioni al giorno).
  • Esiste un sistema backend da integrare (database, CRM, ERP).
  • Gli utenti preferiscono chat rispetto a form o email (generazioni più giovani, contesti mobile).

Se il processo è complesso, ambiguo o richiede giudizio umano (es. valutazione di un reclamo delicato), il copilota può raccogliere informazioni preliminari e poi passare a un operatore. L'escalation a umani è un nodo come gli altri: il copilota riconosce i propri limiti.

Risorse per approfondire

Creare copiloti custom richiede competenze tecniche (logica conversazionale, API, connettori) e comprensione del contesto aziendale. Se vuoi imparare a progettare topic, trigger e flussi con esempi guidati, Zero-G Office 365 offre un percorso avanzato su Copilot Studio con interfaccia italiana e attestati verificabili: https://zerog-office365.it/?utm_source=linkedin&utm_medium=blog&utm_campaign=corsi_gratis&utm_content=o_vi6np9.

Un copilota custom ben progettato non sostituisce le persone: libera tempo per attività a maggior valore, riduce attese per operazioni ripetitive, migliora l'esperienza utente. La chiave è partire da un processo chiaro, costruire un topic alla volta, testare con utenti reali, iterare.

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